• Stefania Lusetti

Diario: 5 Maggio - L’acidità degli anni


Stamattina al supermercato.

Una sola cassa aperta, ma la fila è piuttosto scorrevole.

Nelle mie mani due pacchetti. La signora davanti a me, invece, ha una borsa piena di prodotti.

Mi osserva e penso che mi voglia invitare a passare davanti, ma il suo sguardo si sposta altrove e comincia a impilare i suoi acquisti.

La cassiera annuncia la cifra.

La signora, con imperterrita lentezza, sistema i prodotti nella borsa.

Poi, si volta verso la commessa annunciando che al totale mancano quattro euro per godere di chissà quali privilegi.

Chiede alla cassiera se può andare a comprare altri articoli per raggiungere la somma agognata, lasciando in sospeso il conto.

La donna alla cassa risponde affermativamente, aggiungendo piccata di non trascorrere mezza giornata all’interno del supermercato.

La signora non fa alcun cenno nei miei confronti.

Non si premura di chiedermi se può abusare del mio tempo.

La donna mi supera per fiondarsi fra gli scaffali, ma io annuncio che ho fretta.

Non è una bugia. Devo andare al lavoro.

Io devo timbrare e un minuto di ritardo deve essere recuperato con un quarto d’ora.

La donna borbotta qualcosa e torna alla cassa a pagare.

Borbotta ancora e accenna ad andarsene.

Borbotta di nuovo e finalmente si allontana.

Qualche anno fa mi sarei sentita in colpa.

Rettifico: qualche anno fa avrei accettato passivamente. Ora no.

Se solo si fosse rivolta a me chiedendomi questo favore, l’avrei accontentata. Ma non l’ha fatto.

Non si è preoccupata di me e io non mi sono preoccupata di lei.

Equo.

Una piccola guerra fra poveri in cui dovrebbe vincere il buon senso, ne convengo, ma l’acidità degli anni comincia a farsi sentire.

Termina il triste siparietto la giovane cassiera con un "sono le 8.30 è già cominciano a rompere i co***".

La sua acidità è ben più elevata della mia.

Saluto sghignazzando e mi avvio all'auto.