• Stefania Lusetti

Il frutto non cade mai troppo lontano dall’albero


Il piccoletto con gli occhi porcini mi osserva con disprezzo e io lo lascio fare.

E’ il suo unico modo per farmi capire che mi detesta, come se non sapesse che il sentimento è reciproco.

La mia età, però, mi obbliga a mantenere un’espressione neutra.

Non posso mettermi a litigare con un ragazzino. E poi per cosa? Per la sua arroganza? Per il suo atteggiamento di superiorità? Per le grandi sciocchezze che dice?

Il suo sguardo penetrante comincia a infastidirmi, quindi le mie labbra si schiudono in un timido sorriso rassicurante, ma i mie occhi raccontano altro. Lui se ne accorge e si volta altrove.

Non ricordo né quando né perché sia iniziata questa faida silenziosa. Mi domando quale sia stata la causa scatenante da spingerci verso questo reciproco biasimo.

Poco importa.

Dovremo sopportarci ancora a lungo, ma siamo entrambi abbastanza saggi da mantenere la giusta distanza, sufficientemente intelligenti da proteggerci da uscite imbarazzanti.

Lui sa che non sarebbe saggio litigare con una cinquantenne, io so che il quieto vivere è più importante di qualsiasi ostilità.

Incrocio la madre e la saluto con affabilità, lei risponde dispensandomi perle di saggezza sull’educazione dei figli e sui suoi sacrifici di mamma, moglie e lavoratrice. Saluto e me ne vado scuotendo la testa, esausta da quelle chiacchiere superflue.

I detti popolari sono sempre i migliori: il frutto non cade mai troppo lontano dall’albero.


Foto di Елена Кузичкина - www.pexels.com