• Stefania Lusetti

Verso scuola


Il tragitto fra casa nostra e la scuola frequentata da mio figlio è di venticinque minuti.

Venticinque minuti di chiacchiere e musica, se musica, noi boomer e figli della new wave degli anni 80, possiamo definire quella dei vari Mostro, Lazza e Shiva.

Le chiacchiere sono scelte dalla sottoscritta, la musica, ovviamente, dal figlio.

Improvvisamente partono degli inconfondibili colpi di spazzola sul tamburo di una batteria e poi una voce, anzi, la VOCE.


Fly me to the moon, Let me play among the stars.


Guardo sbalordita mio figlio che ride ed esclama “questa canzone spacca un botto”.

Mi emoziono.


Let me see what spring is like on Jupiter and Mars.


E’ la prima canzone suonata sulla luna da un piccolo registratore a cassette fatto partire da Neil Armstrong e Buzz Aldrin il 21 luglio 1969.


In other words, hold my hand! In other words, baby kiss me.


Un brano cantato da centinaia di artisti, che non ha mai risentito del peso degli anni.

Inserito in colonne sonore di film famosi come “Wall Street”, “Space Cowboys” e più recentemente in un episodio della serie televisiva coreana “Squid Game”, l’allegro motivo mi spinge a battere a ritmo il piede momentaneamente non impegnato nella guida, la testa ciondola da una parte all’altra e le semplici parole escono dalla mia bocca autonomamente, mentre attendo la trionfale ed esaltante entrata dei fiati.


Fill my heart with song, and let me sing forever more.


Mi lascio trasportare da questa melodia spensierata che rallegra la giornata più uggiosa.


You are all I long for, all I worship and adore.


“Sai come si chiama il cantante?”

“Certo. E’ Frank Sinatra”


In other words, please be true! In other words, I love you!


Gli parlo di lui, di sua figlia Nancy, dell’amicizia con i Kennedy e di qualche oscuro rapporto con la mafia. Gli dico che è stato uno dei più grandi cantanti del secolo scorso, che ha vinto un Oscar come attore non protagonista in “Da qui all’eternità” e ricordo il suo film migliore “L’uomo dal braccio d’oro”, pellicola del 1955 che affronta il difficile tema della dipendenza dalla droga.


Fill my heart with song, and let me sing forever more.


Mi commuovo perché mi rendo conto che la bellezza di un’espressione artistica è eterna, valica frontiere e non conosce età. Un ponte infinito che attraversa decenni e accomuna giovani e meno giovani.


You are all I long for, all I worship and adore.


Arrivati a scuola, spegne la cassa, prende lo zaino e scende dall’auto.

La magia è terminata. Lo osservo mentre raggiunge i suoi amici.

Mi chiedo se farà ascoltare anche a loro l’incredibile voce del “The Voice” mondiale.

Ingrano la marcia e parto mentre termino a cappella l’ultima strofa.


In other words, please be true! In other words... In other words... I love you!


Frank Sinatra - Fly Me To The Moon (1965) - Bing video